Tematica | Consumo consapevole
Cos'è il consumo critico?
Il succo di arancia che acquistiamo potrebbe essere stato confezionato dall’altra parte del mondo, il maglione che indossiamo potrebbe essere stato fatto maltrattando animali e sfruttando le persone, e così pure il computer e i giocattoli che possediamo potrebbero essere stati costruiti da donne, uomini e bambini costretti a vivere in condizioni di schiavitù lesive della dignità umana. Generalmente sono le imprese che sondano i consumatori, per interpretarne i gusti o il più delle volte per condizionarne le scelte attraverso campagne pubblicitarie o di confezionamento del prodotto ben mirate. Pochi consumatori considerano invece la possibilità di esaminare loro stessi le imprese, per verificare se il loro comportamento risponde ai propri valori. La cosa non è impossibile, e lo sforzo compiuto viene ripagato con un premio importante: la libertà di scelta! Esistono in Europa diversi gruppi di consumatori critici che da anni sottopongono ad esame le imprese attraverso richieste dirette e studio dei collegamenti societari e numerose sono le guide al consumo critico che possono aiutare il consumatore a decidere consapevolmente fra gli innumerevoli prodotti che troviamo al supermercato. Esistono anche guide che valorizzano i soggetti che cercano, faticosamente, di costruire una economia diversa basata sul rispetto dei criteri ambientali (ad es. produttori biologici) e di quelli sociali (ad es. imprese che valorizzano il lavoro si soggetti diversamente abili).
Qual è il Potere del Consumatore?
Ogni volta che noi acquistiamo un prodotto scegliamo di appoggiare o meno un certo tipo di economia e di politica. Ognuno di noi fa continuamente delle scelte che comportano grandi responsabilità, ad esempio acquistando un prodotto piuttosto che un altro possiamo contribuire o meno all’inquinamento dei mari, al surriscaldamento del pianeta, alla globalizzazione, ai disboscamenti ecc… Insomma, quotidianamente e continuamente con le nostre scelte influenziamo l’andamento del mondo.
Il potere dei consumatori è quindi la Libera Scelta!
Ed è attraverso la libera scelta che noi consumatori possiamo cambiare le leggi del mercato e del consumo, far sentire la nostra voce e quindi far percepire il nostro volere alle grandi multinazionali. Siamo proprio noi consumatori a poter cambiare il sistema che si regge proprio sui nostri consumi! Gli strumenti a disposizione del consumatore per condizionare le imprese sono due: il boicottaggio e il consumo critico. Il boicottaggio è un’azione straordinaria e consiste nell’interruzione organizzata e temporanea dell’acquisto di uno o più prodotti per forzare le società produttrici ad abbandonare certi comportamenti. Fra i boicottaggi in corso, uno dei più noti è quello contro Nestlè: l’azienda è boicottata perché promuove nel sud del mondo l’uso del latte in polvere, benché sia noto che in quei paesi l’allattamento artificiale uccide, tutti gli anni, un milione e mezzo di bambini (quasi tre al minuto). Mentre il boicottaggio è un’iniziativa eccezionale che si concentra su un impresa o su un prodotto, il consumo critico è un atteggiamento di scelta costante che si attua su tutto ciò che compriamo ogni volta che andiamo a fare la spesa. In concreto, il consumo critico consiste nella scelta dei prodotti non solo in base al prezzo e alla qualità, ma anche in base alla storia dei prodotti stessi e al comportamento delle imprese che ce li offrono. In altre parole, il consumo critico punta a far cambiare le imprese attraverso le loro stesse regole economiche fondate sul gioco della domanda e dell’offerta. Infatti, scegliendo cosa comprare e cosa scartare, non solo segnaliamo alle imprese i comportamenti che approviamo e quelli che condanniamo, ma sosteniamo le forme produttive corrette mentre ostacoliamo le altre. In definitiva, consumando in maniera critica è come se andassimo a votare ogni volta che facciamo la spesa. Il consumo critico funziona! L’ esperienza dimostra che dove i consumatori si fanno sentire, le imprese sono disposte a cambiare, non perché si convertono all’ambiente o alla giustizia, ma perché non vogliono perdere quote di mercato. Negli Stati Uniti, ad esempio, la pressione dei consumatori e dell’opinione pubblica ha indotto multinazionali famose come Levi’s e Reebok ad adottare un codice di comportamento per il rispetto dei diritti dei lavoratori del Sud del Mondo. In Europa, Ikea, catena di supermercati svedese, ha deciso di vendere solo tappeti che garantiscono il non utilizzo di lavoro minorile. Strategie per il cambiamento A questo punto dobbiamo scegliere. Se vogliamo sostenere il pericolo di guerre, la distruzione del pianeta, lo sfruttamento, la corruzione, l’opposizione, allora continuiamo a consumare alla cieca come facciamo oggi. Ma se vogliamo salvare il pianeta, se vogliamo far crescere la giustizia, la partecipazione, la nonviolenza, allora dobbiamo consumare meno e dobbiamo prendere le distanze dalle imprese che si comportano in maniera iniqua. In altre parole, dobbiamo imboccare la strada della sobrietà e del consumo critico.
Cosa possiamo fare?
Cosa sono i Gruppi di Acquisto... Impariamo a leggere le etichette Il mondo dei consumi è caratterizzato da beni e servizi proposti attraverso forme... Io mangio bio! Mangiare biologico si può: un prodotto davvero biologico è tale se è locale, di stagione... Che bei programmi I programmi che trovi in vendita per il computer costano un salasso. E cedere alla... Un cesto di solidarietà Di solito a Natale non si scappa ma capita di riceverne e di regalarne anche durante... Fuori stagione sono cavoli amari Le pesche a dicembre e i cavoli in agosto...nei negozi si può trovare tutta la frutta... I libri che non finiscono mai I libri ci danno emozioni forti ed inaspettate, ci si perde magari per ore nelle... Calcola la tua CO2 Il cambiamento di clima è un problema serio che interessa tutti. Ormai è... Far valere il proprio denaro… Spendere il denaro per prodotti eticamente corretti, biologici ed ecocompatibili... OGM? No, grazie OGM: con questo termine sono indicati quegli organismi (piante, batteri o animali)... Lunga vita ai barattoli! Imballaggi e contenitori sono il 40 % in peso e il 60 % in volume di tutti i urbani....
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